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QUOTA 100: I REQUISITI PER LA PENSIONE ANTICIPATA

quota 100

La pensione, il traguardo a cui molti lavoratori anelano per godersi il meritato riposo dopo una vita di fatiche. Come scritto in un articolo precedente, ci sono dei requisiti ben precisi per accedervi, legati anche all’età anagrafica. Lo stato Italiano ha però concesso delle deroghe a questi requisiti, permettendo anche di andare in pensione anticipatamente rispetto a quanto previsto, ad esempio con la Quota 100. In questo articolo vi spieghiamo tutto quello che c’è da sapere.

Quota 100: cosa è

Quota 100 è stata approvata con il cosiddetto “decretone”, il famoso DL 4/2019 approvato a fine gennaio, in seguito convertito nella Legge numero 26/2019.

Pur non andando ad intaccare quanto disposto dalla Legge Fornero, permette ai lavoratori di andare anticipatamente in pensione. Possiamo definirla come una prestazione economica erogata ai lavoratori dipendenti e autonomi che ne facciano esplicita domanda, nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 31 dicembre 2021. E’ quindi una misura temporanea che, terminato il triennio 2019-2021, dovrebbe essere sostituita da un’altra misura, la quota 41, che permetterebbe di andare in pensione con 41 anni di contributi, a prescindere dall’età anagrafica.

Quota 100: destinatari ed esclusioni

Questa forma di trattamento pensionistico è rivolta agli iscritti a:

  • assicurazione generale obbligatoria (Ago),
  • forme esclusive e sostitutive della stessa, gestite dall’INPS,
  • Gestione separata di cui all’articolo 2, comma XXV, della Legge n. 335 del 1995.

Sono invece esclusi gli appartenenti alle seguenti categorie:

  • Forze armate,
  • Forze di Polizia,
  • Polizia penitenziaria,
  • Guardia di Finanza;
  • Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

Quota 100: i requisiti

L’articolo 14 del Decreto Legge 4/2019 stabilisce che possono beneficiare di Quota 100 tutti i lavoratori che hanno:

  • compiuto 62 anni di età
  • versato almeno 38 anni di contributi.

Prende quindi questo nome dalla somma di anni di età (62) e anni di contributi versati (38).

I requisiti non sono però gli stessi per tutti i lavoratori.

  • Dipendenti privati: quelli che hanno maturato i requisiti prima del 31 dicembre 2018 sono potuti andare in pensione da aprile 2019. Quelli che invece hanno maturato i requisiti a gennaio 2019 hanno dovuto attendere tre mesi.
  • Dipendenti pubblici: per lasciare in anticipo il mondo del lavoro dovevano attendere luglio 2019.
  • Dipendenti statali: quelli che maturano i requisiti a partire dal 1° aprile 2019 conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico dopo 6 mesi.
  • Personale scolastico: hanno dovuto attendere l’inizio dell’anno scolastico 2019/20 per andare in pensione anticipatamente.

Il requisito contributivo richiesto per la pensione Quota 100 può essere perfezionato anche cumulando tutti e per intero i periodi assicurativi versati o accreditati presso l’AGO, le forme sostitutive ed esclusive della medesima, gestite dall’INPS, nonché la Gestione Separata. La titolarità di una pensione diretta a carico di una di queste forme di assicurazione obbligatoria preclude il diritto al cumulo dei periodi assicurativi.

Incumulabilità

Come stabilito nel comma 3 dell’articolo 14 del DL 4/201 la pensione Quota 100 non è cumulabile con il reddito da lavoro.

Ciò significa che dal primo giorno di decorrenza e fino alla maturazione dei requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia non è possibile lavorare. Questo divieto non vale invece per le prestazioni occasionali, rispettando però il limite complessivo dei 5.000 euro lordi annui.

Quanto si perde di pensione

In base ai dati dell’Ufficio parlamentare di Bilancio, accedere a Quota 100 può portare ad una perdita della pensione: 

  • dal 5,6%, nel caso in cui l’uscita dal lavoro si anticipi di un anno,
  • fino al 34,7% in caso di uscita 6 anni prima.

Va però considerato che con Quota 100 si beneficia della pensione per qualche anno in più rispetto a chi resta al lavoro fino all’età per la pensione di vecchiaia: andare in pensione anticipatamente significa dunque percepire una pensione più alta dall’Inps. La perdita reale si attesterebbe quindi, in media, tra lo 0,22% per chi è andato in pensione un anno prima, e l’8,65% per chi è uscito dal lavoro 6 anni prima.

Questi sono i principali requisiti e caratteristiche della Quota 100. Se vuoi maggiori informazioni su come poter usare la tua pensione per accedere alla liquidità contattaci, abbiamo la soluzione che fa per te.

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